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ORARIO:

lun - dom 10,00 - 13,00 / 17,00 - 20,00

ven - sab - dom 21,00 - 23,00


BIGLIETTO: Euro 4,00


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Mostra fotografica, dedicata alle icone femminili dai mitici anni

’60 ad oggi, colte dall’obbiettivo arguto e irriverente di Barillari,

è un’anteprima assoluta organizzata dal

LUCCAdigitalPHOTOfest con il Comune di Lucca.

Rino Barillari è un fotografo che ha attraversato la Storia del

nostro Paese dagli anni '50 fino ad oggi. Nelle sue immagini gli

anni del miracolo economico diventano sinonimo di “cronaca

rosa” mentre la Hollywood sul Tevere, crea la mitica figura del

“Paparazzo” consacrata da Fellini ne “La dolce vita”.

La mostra rievoca le atmosfere e i volti di quell’epoca per

arrivare fino ai giorni nostri, attraverso il glamour e il fascino

intramontabile delle dive: Sophia Loren, Audrey  Hepburn, Anna

Magnani, Anita Ekberg, Ingrid Bergman, Claudia Schiffer,

Sharon Stone, Lady Diana e molte altre.

Il LUCCAdigitalPHOTOfest celebra con questo evento i 50

anni dall’uscita del film di Fellini, e dedica un tributo

significativo ad un personaggio, Rino Barillari, che rappresenta

un modo di fare fotogiornalismo tipicamente italiano: il

paparazzo – dice Barillari – non si arrende di fronte a nulla la

“guera è guera”! E poi questa professione è una scelta di vita!

Lo stile fotografico di Rino Barillari è inconfondibile proprio come

il suo slang angloromanesco, che si racchiude perfettamente

nell'affettuoso appellativo "Er King".


Chi è Rino Barillari?

L’EPOCA DELLA DOLCE VITA

"Quando arrivai a Termini nei primi anni 60, mi sembrava davvero

l'America, c'era da impazzire". Così Rino Barillari ricorda gli esordi della

sua avventura, la partenza da Limbadi in Calabria ed il primo incontro

con la favolosa Roma di Cinecittà, l'"Hollywood sul Tevere". Per un po’

fece il turista poi, soltanto per caso, imbracciò la macchina fotografica

per unirsi ai fotografi ambulanti che frequentavano la zona della Fontana

di Trevi e sbarcavano il lunario facendo ritratti ai turisti.

 

"Dopo qualche tempo decisi di fare il grande salto e trasferirmi verso

Piazza di Spagna, Piazza del Popolo e Via Veneto, dove c'erano i grandi

alberghi e tutti quei personaggi che occupavano le pagine di cronaca dei

giornali". La scuola fu quella della strada ed i maestri i paparazzi dai

nomi mitici: Tazio Secchiaroli, Gilberto Petrucci, Marcello Geppetti e tanti

altri. "Il cucciolo di reporter" (così lo chiamavano i colleghi adulti che lo

avevano adottato) aveva grinta e carattere tanto da muoversi presto da

solo. "Gli anni che seguirono furono entusiasmanti, mi facevo sempre più

intraprendente, scattavo foto che sembravano impossibili, anche se non

di rado prendevo qualche ceffone da qualcuno più svelto di me". Per

irretire l'attore del momento Rino si affida alla sua già proverbiale

loquacità e all'aspetto piacevole, con "quegli occhi da arabo che lo fanno

assomigliare vagamente a Omar Sharif".

La Via Veneto di quegli anni era il campo d'azione ideale: una

straordinaria passerella di nomi celebri e non, dai divi americani

impegnati nei kolossal di Cinecittà, alle starlette, nouveaux riches e

nobili decaduti a caccia di notorietà.

 

La strada, immortalata da Fellini nel suo celebre film, era allo zenith del

successo. Il bel mondo gravitava intorno ai locali alla moda come Doney,

l'Harry's Bar, il caffè Strega, Carpano, Il Pipistrello e, più famoso di tutti,

il Cafè de Paris, esclusivo ritrovo di dandy goderecci e gente del cinema.

 

GLI ANNI DI PIOMBO

Gli anni di piombo segnano una tappa fondamentale nella carriera di

Rino Barillari, che inizia a lavorare con il quotidiano romano "Il Tempo"

passando dalla cronaca rosa a quella nera, contrassegnata dall'escalation

dei fatti di terrorismo e di sangue. Si tratta di una durissima scuola

professionale che lo sottopone a estenuanti tour de force fatti di notti

insonni e continui spostamenti per inseguire lo scoop...

 

L’EDONISMO REAGANIANO

L'esperienza di Barillari continua al Messaggero, per il quale lavora

tuttora con contratto in esclusiva come coordinatore del servizio

fotografico.

Non mancano in questo periodo, a cavallo tra gli anni dell"edonismo

reaganiano" importato in Italia, Tangentopoli con i suoi scandali

istituzionali ed i nuovi corsi della vicenda politica, una galleria di close-up

di grande intensità e impatto emotivo, tributati ai maggiori protagonisti

dell'epoca.

 

LA VITA DOLCE

Il Messaggero qualche anno fa titolava a tutta pagina il ritorno della

"dolce vita" a Roma. Barillari è sempre lì a catturare scatti impossibili e

ad affrontare i capricci delle star: ecco allora il divertente episodio di

Claudia Schiffer e della sua guardia del corpo che, sorpresi al ristorante

Dal Bolognese, reagirono gettando l'acqua gelata del secchiello da

champagne all'indirizzo della sempre vigile Leica di Rino.

 

Nel 1996 ingaggia un match con Michey Rourke - "un ex pugile che

voleva mantenersi in forma proprio con me" ci ride su Barillari - anche

Stallone con le sue guardie del corpo tentarono di "strappargli il baffo"

ma Rino, svelto come un gatto (l'agilità fa parte del bagaglio

professionale), riuscì a dileguarsi tornando a casa con un ricco bottino (e

un polso fratturato).

 

Ma tra gli innumerevoli incontri-scontri con le celebrità restano famosi

quello con Frank Sinatra al Cafè de Paris, con Franco Nero alla fontana di

Trevi, in compagnia di una bella sconosciuta, Marlon Brando, Aznavour e

persino con il gentil sesso, Ava Gardner ubriaca, Barbra Streisand,

Brigitte Bardot che dimostravano evidentemente di non gradire intrusioni

sferrando pericolosi colpi bassi.

 

Barillari esibisce con orgoglio le sue "ferite di guerra": 76 macchine

fracassate, 11 costole rotte e ben 162 ricoveri al pronto soccorso in una

carriera lunga 81.000 km di pellicola scattata, oltre 2.000.000 di

fotografie all'attivo!

 

Dopo un certo periodo di oblio, Roma sembra davvero essere ritornata al

centro dell'attenzione del jet-set internazionale e Rino è ne è sempre “Il

Re”.