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OCATION: Palazzo Ducale - Lucca

SEDE BIGLIETTERIA aperta dal lunedi alla domenica

ORARIO: tutti i giorni dalle 10,00 - 19,30

NOTE: Mostra in anteprima italiana fatta in collaborazione con
Staley Wise Gallery – New York

Richard Avedon

In memory of late Mr. and Mrs. Comfort. A fable by Richard Avedon e altri scatti celebri.



Il grande fotografo e ritrattista Americano Richard Avedon decise di rompere con il mondo della moda nel 1995. Lui, che aveva lavorato nel corso della carriera per Vogue e Harper’s Bazaar, diede l’addio al circo della moda il 6 novembre pubblicando sul New Yorker una sere intitolata
“In Memory of Mr. and Mrs. Comfort. A fable by Richard Avedon”
. Sensazionali immagini che raccontano la storia di due personaggi tanto affascinanti quanto opposti: Mrs. Comfort interpretata dalla modella Nadja Auermann e Mr. Comfort, uno scheletro inquietante, malgrado i suoi abiti eleganti. Richard Avedon escogita una danza macabra tra la bellezza e la decadenza più estreme in un’ambientazione surreale tra ruderi, devastazione, specchi frantumati e desolazione.

Una messinscena cinematografica, provocante, chiara metafora della vacuità dei lustrini in rapporto al tempo che passa. Si tratta di un lavoro rivoluzionario che di stacca nettamente da ogni altra cosa prodotta in precedenza dalla grande fotografia. Abbandona anche il suo consueto bianco e nero per adottare il colore che esalta al massimo Nadja Auermann in questo improbabile paradiso della vanità. A questo incredibile progetto, realizzato in due anni, hanno partecipato con la propria creatività grandi nomi della moda e del glamour tra cui Jean Paul Gaultier, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld.

La mostra presenta anche una serie degli scatti più celebri di Avedon che riflettono l’epoca d’oro della fotografia di moda in termini di originalità di concetto, eleganza e ingegno, riconoscibili in ogni imagine e ne costituiscono inconfutabili capolavori.



Biografia

Richard Avedon iniziò a lavorare per Harper’s Bazaar nel 1944, quando aveva solo 21 anni e rivoluzionò la fotografia di moda, tralasciando le pose statiche, spesso manierate, introducendo uno stile più giovanile, spiritoso e chiaramente più americano.

Ispirato dal fotografo ungherese Martin Munkacsi ed incoraggiato dal leggendario direttore artistico del Harper’s Bazaar, Alexey Brodovitch, portò le sue modelle fuori dallo studio e le fotografò in movimento con effetti straordinari. Lo spirito collaborativo istaurato con Brodovitch permise ad Avedon di godere di grande libertà nella composizione delle sue fotografie, così come di un ampio controllo editoriale sull’uso delle proprie immagini in Harper’s Bazaar. Lavorando a Parigi negli anni ‘50, con le sue rivoluzionarie immagini “en plein air”, impresse una narrativa cinematografica alle collezioni di couture, mostrando quella che era una città pervasa di una malinconia post-bellica nella sua dimensione più affascinante ed incontaminata.

La forza narrativa fu una delle sue innovazioni più imitate. Era inventivo quanto prolifico, superando costantemente i confini di quanto considerato accettabile nella fotografia di moda, come l’introduzione di modelle asiatiche e afro-americane e come i suoi riferimenti alla cultura pop d’avanguardia.

I due decenni con Harper’s Bazaar furono grandiosi per l’inventiva, l’originalità e per i frenetici e stupefacenti passi avanti compiuti.

Dal 1957, dopo poco più di un decennio di carriera, l’inconfondibile ed profonda sensibilità del suo stile era diventata inconfondibile, facendone crescere costantemente il mito. Egli fu fonte di ispirazione nonché consulente del film di Stanley Donen, Funny Face, con il ruolo di Avedon recitato da Fred Astaire e quello della sua modella impersonato da Audrey Hepburn. Avedon era l’epitome del fotografo di moda moderno, elegante, sofisticato ed tanto famoso quanto i soggetti dei suoi ritratti di celebrità. Più di ogni altro fotografo di moda, nel lavoro di Avedon si riflettevano le tendenze del momento, dalla carica vitale post-bellica all’esuberanza del Pop. Avedon era consapevole del nuovo senso del potere, della determinazione, della libertà conquistata dalle donne durante la metà del ventesimo secolo. Le sue modelle favorite avevano un carattere forte ed uno spirito di collaborazione che egli incoraggiava e che furono i motivi del loro successo. Lavorando ad Harper’s Bazaar permise a Suzy Parker di raggiungere un livello di fama inconsueto per una modella; poi, dopo aver seguito Diana Vreeland nella sua migrazione di Harper’s Bazaar a Vogue nel 1966, determinò la il successo planetario di tante modelle fino ad allora poco conosciute. Nasce, in quel periodo, grazie a lui un nuovo culto per celebrità come Jean Shrimpton, Lauren Hutton, Twiggy, Penelope Tree e Veruschka, e si inaugura l’era delle super Top Model trasformando la fotografia di moda in cultura popolare.

Il lavoro di Avedon presso Vogue divenne più provocatorio in seguito alla rivoluzione sessuale della fine degli anni Sessanta/Ottanta; tuttavia le immagini più memorabili ed interessanti di quel periodo sono quelle di modelle in movimento mentre corrono verso il futuro, con brevi durate di esposizione che catturano il “mid-motion” .

Negli anni successivi Avedon lavorerà al The New Yorker come primo staff photographer , presentando il sensazionale portfolio a colori del 1995 “In Memory of the Late Mr. and Mrs. Comfort,” ambientato in rovine post-apocallittiche.